Una notizia che non vorresti nemmeno pensare. Sono sconvolto.

10 Lug 2018
Mario

Paolo Manfrini in silenzio si è allontanato. L’abbraccio alla sua famiglia è accompagnato da un sentimento di affetto straziato dal pianto e dall’incredulità.

Una persona straordinaria, con quel suo tratto sempre pacato, gentile, sereno, con un sorriso che ti metteva a tuo agio. Una intelligenza che non aveva pause nell’ideare, progettare, inventare.

Mi aveva già colpito, allora, quando nel 1987 ho dato corso alla costituzione della APT provinciale: l’ho chiamato, l’ho incontrato proponendogli (come feci con Carlo Guardini) di venire con me a far parte della squadra per costruire assieme un nuovo progetto di turismo trentino. Parlammo a
lungo e ripetutamente. Per lui si trattava di fare una scelta. Lasciare il giornale “Alto Adige” ed accettare questa nuova sfida.

Ricordo che andai a parlare con il suo direttore Franco De Battaglia che mi guardò sbigottito. Dopo un po’ di tempo, Paolo mi diede la sua disponibilità e De Battaglia allentò la resistenza. Paolo Manfrini venne con me a condividere quella avventura, per far volare più alto il marchio della farfalla che nel frattempo avevamo messo in campo.

Quante serate fino a notte fonda a parlare con passione di turismo e ad inventare obiettivi. I pensieri, gli episodi, i fatti si affollano nella mia mente. Ricordo un episodio. Presso il Teatro Sociale annualmente organizzavamo una serata di gala per consegnare un premio che avevamo istituito: la farfalla d’oro, per riconoscere quanti in particolare erano impegnati a valorizzare il nostro marchio. In una edizione lui mi portò a Trento -come ospite d’onore- quello che di lì a poco tempo divenne a livello mondiale il famoso ballerino Nureyev.

Uno straordinario professionista, con una capacità di ideazione senza pari. Un collaboratore che ha segnato il percorso della crescita del turismo trentino. Un grande amico. Ciao Paolo.

Mario Malossini